Signori si nasce

ATTRAVERSAMENTI 

Mi fanno arrabbiare quei gatti che aspettano che passi un’auto per attraversare la strada, rischiando di farsi ammazzare. Li ammazzerei.

SENZA DI TE

Ormai non posso più fare a meno di te. È bello sapere che ci sei. È bello sapere che quando torno a casa sei lì. Quando non ci sei soffro, non riesco a fare nulla, non riesco a concentrarmi. Tutto sembra difficile, anche compiere i più piccoli gesti quotidiani. È più forte di me. Se potessi ti porterei con me dovunque. Senza di te non riesco proprio a fare nulla. È bello sentire il tuo soffio confortevole sulla mia pelle. Spesso mi riprometto di non lasciarmi influenzare o condizionare troppo da te ma quando sbuffi in modo eccessivo riesci perfino a farmi stare male. Mi fai stare bene, mi dai sollievo quando sono stanco, qualche volta mi fai venire perfino la pelle d’oca. Quando non ci sei mi manca il respiro. Grazie aria condizionata.

BOOM!

Boom dell’afa, umiditá-boom, boom di turisti sulle spiagge italiane, boom degli acquisti online, saldi-boom, zanzare-boom, boom di incendi, boom di polemiche, boom del traffico, multe-boom, boom delle serie tv, boom di concerti, boom di prenotazioni, boom di agriturismi, prodotti bio-boom, boom dei vegani, street food-boom, sagre-boom, boom dei porchettari, boom del gelato artigianale, boom della birra artigianale, boom degli artigiani artigianali, boom di turisti al mare, in montagna, al lago, al fiume, al torrente, al ruscello, alla pozzanghera, boom dei boomerang, boom dei boom.

UN RICORDO ESTIVO

Quando ero piccolo, in spiaggia, al mare, con gli amici passavo intere giornate a giocare con le biglie, quelle palline di plastica, per metà colorate e per metà trasparenti, al cui interno erano inseriti (spesso sbiaditi o spiegazzati) quasi sempre i volti dei campioni del ciclismo di quegli anni. Quelle palline, oggi quasi scomparse, venivano vendute in retine di plastica colorate. Non costavano molto. Ma offrivano molto, permettendo di divertirsi e di stare insieme, di giocare e di creare. Il momento fondamentale era quello della costruzione della pista. Quasi sempre il più piccolo del gruppo veniva trascinato per le gambe dal più grande, lasciando con il sedere il solco, più o meno tondeggiante, che sarebbe divenuto, dopo molteplici lavorazioni, il tracciato della gara. Quest’ultimo veniva pian piano, infatti, reso poi il più complicato possibile. Sulla sabbia si modellavano curve paraboliche, ponti e gallerie, salite e discese, dossi, collinette, tunnel, rettilinei levigati, sponde rialzate, piccoli dislivelli o addirittura dei trabocchetti. Poi ciascuno sceglieva il suo campione, e, di conseguenza, il suo colore di biglia. E da lì in poi, in un susseguirsi a volte interminabile di colpi si iniziava a sospingere la propria pallina verso il traguardo e il proprio campione verso la vittoria, tra le ovazioni degli spettatori. Poi, alla fine, si andava tutti a fare il bagno.

LE MIE NOZZE

Un GIORNO SPECIALE, una settimana dopo.
È stata bella la presenza (non solo materiale) della gente, la gioia sincera altrui nel partecipare alla nostra, è stato bello sentirsi dire che è stato un onore prendere parte al nostro “giorno speciale”, è stato bello commuoversi ripetutamente, è stato bello il mio imbarazzo ogni volta che la guardavo e la abbracciavo. È stato bello il suo ballo con il suo papá, è stato bello ringraziare chi fa parte della mia vita anche da lontano. È stato bello che tante persone fossero lì, non per una qualche forma di dovere, ma per il mero e vero piacere di prendere parte alla nostra festa. È stato bello arrossire, non aver paura di ballare in modo goffo, è stato bello non dormire la notte prima, è stato bello, in un certo senso, accorgersi al momento di indossare l’abito, al mattino, di aver dimenticato la camicia in sartoria, è stato bello vedersi circondati da lacrime di gioia, giungere in chiesa pieno di tensione e trovare gli amici sul sagrato ad accogliermi e a supportarmi, è stato bello vedere la gente arrivare, e stato bello ascoltare il violino che annunciava l’ingresso della sposa, attenderla ai piedi dell’altare, avere accanto, accanto veramente, familiari e amici, è stato bello scambiarsi gli anelli in modo un po’ impacciato, percepire la lietezza degli invitati per la nostra felicità, uscire mano nella mano, è stato bello il riso nei capelli, il volo dei palloncini bianchi e blu, fare le foto in campagna e sul mare, è stato bello cogliere le emozioni pure di chi ha fatto tanta strada pur di non mancare al nostro “giorno”, è stato bello sentire la tensione scemare a poco a poco, vedere la felicità spontanea negli occhi degli invitati, è stato bello girare per i tavoli e non avere tempo di mangiare, sono stati belli i sorrisi, i baci, gli abbracci, i messaggi speciali che abbiamo ricevuto, è stato bello ogni brindisi, è stato bello sentire un po’ freddo, è stata bella la poesia della zia, sono state belle le parole del parroco, le musiche durante la messa, le parole e le canzoni che ci hanno dedicato e accompagnato durante il ricevimento, è stato bello provare ansia, gioia immensa, stanchezza, distensione, felicità smisurata. È stato bello ritrovare gli amici di sempre, leggere i messaggi entusiasti e sinceri del giorno dopo, è stato bello il prima, il durante, il dopo … è stato bello tutto, tutto, tutto … è stato un giorno STUPENDO!

SU UN TRENO

Su un treno (in ritardo) 4 adulti, seduti 2 di fronte agli altri, fanno un gran baccano giocando a carte e fregandosene degli altri. Dietro di loro una signora racconta da piú di un’ora a voce alta svariati (e noiosi) aneddoti della sua esistenza alla donna seduta di fronte a lei che, a sua volta, replica fragorosamente narrando le sue (noiose) vicende, senza quasi mai riprendere fiato. Accanto alla prima signora sta un uomo che parla al telefono di “massimi sistemi” (?!) e, ogni tanto, muovendosi incautamente, dà calci al suo dirimpettaio ormai esasperato da tutti quegli esempi di “civiltà”. Ah, quel dirimpettaio sono io.

DIRITTO ALLA DIGNITÀ

La speculazione dei politicanti, la noncuranza delle istituzioni, il qualunquismo dei populisti, l’ingerenza della religione, la spettacolarizzazione dei media, l’immobilismo dei poteri, la memoria corta di tutti noi … ed ecco l’oltraggio al diritto alla dignità.

FINALE DI FESTIVAL

​Stasera in finale al festival le seguenti canzoni:

– Il mio bando suona il rock (di Trump, Abramo Lincoln)

– Tutti i miei sbagli (di Raggi, Peppe Vessicchio)

– Insieme a Tre non ci sto più (un cliente deluso che vuole passare a Tim)

– Prendi questa felpa, zingaro (uno statista)

– Ciaone, amore, ciaone (un altro statista)

– Ritornerò (Matteo&Silvio)

– Spunta la luna dal monte dei Paschi (AAVV)

– Un’assicurazione per te, non te l’aspettavi eh? (di Romeo, Giulietta, William)

– F24 mila baci (un contribuente)

– Io che non vivo senza Tex (un appassionato lettore di fumetti)

– Nun te tagg più (un amico di facebook rimproverato)

– Io che amazon solo te (un’accanita acquirente online)

– Lo Stato sta finendo (un ottimista)

Non è il momento delle solite polemiche, dei soliti sciacalli, dei soliti diti puntati. È il momento di donare, di rispettare o, almeno, di tacere.

BUONI PROPOSITI PER IL NUOVO ANNO

– Non fare più gestacci al volante che non sai mai chi ti capita

– Smettere di credere che certe persone possano cambiare

– Vincere la lotteria Italia (va bene anche il 2° premio)

– Ricordare più spesso le password

– Ricordare più spesso dove ho annotato le password

– Non arrabbiarmi quando usciremo dalla Champions

– Evitare di mettere di nuovo per sbaglio il sale nel caffè

– Non scrivere post con i buoni propositi

– Organizzare eventi e fare un bel viaggio

– Guardare più spesso il bicchiere di vino mezzo pieno

– Cambiare le pile anziché sbattere il telecomando

– Fregarsene delle persone che si allontanano

– Tenersi strette quelle vicine

– Finire quella cosa che sto facendo

– Usare di più la bicicletta

– Usare di più il Garamond 12

– Prendere meno granchi e mangiare più foglie

– Rileggere quel libro da cui è stato tratto quel film di quel regista

– Saperne di più